Associazione Nazionale Alpini Sezione Alto Adige

2° Raduno triveneto degli Alpini: Bolzano 3-4 aprile 1993

2° Raduno Triveneto 1993Bolzano è stata protagonista delle "giornate alpine" che si sono svolte il 3 e 4 aprile 1993. Due sono state le manifestazioni che il capoluogo altoatesino ha ospitato: il Raduno Triveneto e il giuramento solenne delle reclute del 3° scaglione della Brigata Alpina "Tridentina": alpini, bocia e veci, in armi e in congedo, hanno mutato per due giorni l’aspetto dei viali e dei giardini del capoluogo altoatesino, animandoli con la loro presenza. Con la presenza degli Alpini si respirava un’aria inconsueta: le vie e piazze erano addobbate con centinaia di bandiere, che sventolavano dai lampioni e dai balconi dei condomini, mentre moltissimi esercizi commerciali davano il loro benvenuto alle "penne nere" con striscioni tricolori.

Attraversando il ponte sul Talvera di Bolzano la tranquillità tipica dei suoi prati era stata sostituita dalla febbrile attività dei soldato del 4° Corpo d’Armata Alpino (l’attuale Comando Truppe Alpine) che preparavano le impalcature e le transenne aiutando così l’organizzazione della "festa alpina" e predisponendo le strutture per accogliere i nuovi commilitoni, che si apprestavano a giurare, e le loro famiglie.

Il raduno delle sezioni e dei gruppi delle Tre Venezie (Trentino Alto Adige – Veneto – Friuli Venezia Giulia) è stato organizzato, non senza difficoltà e polemiche, dalla Sezione altoatesina dell’Associazione Nazionale Alpini in occasione del 65° anniversario della fondazione. L’opera svolta dal consiglio direttivo non si è ovviamente fermata solo a predisporre le infrastrutture indispensabili per la sfilata, ma si è indirizzata verso le molteplici iniziative che potremmo definire "di contorno", ma che si sono dimostrate essenziali per conferire la solennità dovuta alle grandi occasioni.

La grande adunata inizia domenica mattina, 4 aprile 1993, di buon’ora. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini ha deposto una corona al monumento della Vittoria; contemporaneamente in piazza Matteotti, dall’altro capo della città, fervevano i preparativi alla sfilata. Alle 9 precise il corteo si è avviato, preceduto da un battaglione di formazione, composto da genieri alpini del 2° battaglione "Iseo", che marciava al suono della fanfara della Brigata Alpina "Tridentina". Al seguito degli Alpini in armi sono sfilati i labari delle associazioni d’Arma, gli Alpini in congedo appartenenti alle sezioni delle altre parti d’Italia e quelli delle sezioni estere; fra queste spiccava lo striscione della Sezione della Germania, sul quale erano intrecciate la bandiera tedesca e italiana sovrastanti la scritta "L’amicizia è pace". Qualsiasi commento diventa superfluo e quasi si potrebbe sciupare la genuinità degli autori del motto.

Dopo il passaggio dello stendardo, che ricorda il 65° anniversario della Sezione altoatesina, hanno iniziato a muoversi gli associati alle sezioni del triveneto, alle quali questo raduno era riservato. Giova tener presente che la maggior parte della forza di tutta l’Associazione Nazionale Alpini è data proprio dagli Alpini provenienti da queste zone d’Italia. Pertanto il raduno assume una valenza tale da conferirgli non solo una grande importanza a livello nazionale, ma anche un grande successo di presenze, viste le quasi 20.000 "penne nere" che hanno aderito alla manifestazione.

Nel frattempo la gente ha invaso le strade, assiepandosi lungo le transenne che delimitavano il percorso dimostrando così entusiasmo e attaccamento alle "penne nere" e ai valori che da sempre li contraddistinguono. La fanfara ha preso posto sotto il palco d’onore, dove erano le massime personalità del mondo alpino civile ed in armi. Applausi scroscianti hanno accolto una dozzina di Alpini che reggevano, tenendolo in orizzontale, un tricolore di inusitate dimensioni. Quando la grande bandiera è stata sollevata verso l’alto si è gonfiata con l’aria, le ovazioni si sono fatte ancora più calorose accompagnate da lanci di fiori dalle finestre. Non sono mancate mancati gli incitamenti alle "penne nere", e dovunque risuonava il grido: "Viva gli Alpini !".

Gorizia, Trieste, Padova, Vicenza, Udine e tutte le città delle tre Regioni del nord est erano rappresentate dai propri Alpini.

Le note della banda del Gruppo ANA di Gries hanno accompagnato la parte terminale della sfilata, conclusasi con gli Alpini paracadutisti che, trascinando di corsa un paracadute, sono riusciti a farlo sollevare dal suolo.

Poi, lentamente, il pacifico corteo ha rotto le file e si è dissolto, mescolandosi alla popolazione assiepata sui prati ai margini del Talvera per assistere al giuramento solenne del 3° scaglione 1993.

A questo punto la cerimonia ha assunto un carattere particolare in quanto in rare occasioni si sono viste tante "penne nere" presenti ad un giuramento, che è il vero "atto di nascita" degli Alpini. Il comandante dell’allora 4° Corpo d’Armata Alpino ha rivolto un breve saluto alle reclute, esortandoli a fare tesoro dell’esperienza che stanno accingendosi a vivere. Il prorompente urlo "Lo giuro !" ha commosso i presenti, che hanno tributato calorosi applausi.

Con la successiva premiazione dei partecipanti alla spedizione alpinista sull’Aconcagua si concludeva la grande manifestazione degli Alpini a Bolzano che, al di là di ogni sterile polemica, hanno nuovamente mostrato il volto sano dell’Italia.

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